Attualmente la Metzeler dispone di una gamma completa di pneumatici per moto da strada atta a soddisfare un ampio specchio di esigenze, da quello prettamente turistico a quello più marcatamente racing. Su tutta la gamma si è lavorato molto in termini di carcassa, con zone di deformabilità predefinita atte a migliorarne il comportamento nelle varie condizioni di impiego per cui sono stati concepiti.
Da notare che in un’epoca in cui vanno tanto di moda pneumatici multicompound (ovvero con mescole differenziate tra il centro ed i lati della gomma) la casa dell’elefantino è rimasta fedele alla filosofia che vuole la linearità di comportamento, quindi le gomme sono categoricamente monomescola.
Tutta la gamma è caratterizzata da una cintura d’acciaio a zero gradi, che altro non è che una serie di spire avvolte in successione, e secondo la cui tensione si determina la rigidità della carcassa in una determinata zona.
Senza pretese sportive, il roadtec z8 interact è il pneumatico sport-touring pensato per per le potenti ma paciose moto da turismo. La struttura trizona della carcassa dovrebbe garantire percorrenze nell’ordine dei 10/12000 km senza grossi problemi. La cinturazione infatti è stata concepita in modo da avere più sostegno nella zona centrale del battistrada, quindi meno usura nei viaggi in autostrada, e più cedevole ai lati, in modo da avere una maggior deformazione in curva, quindi un raggiungimento più lesto di
una ottimale temperatura di funzionamento, quindi più grip.
Il particolare disegno del battistrada a pi-greco dovrebbe garantire, a detta del costruttore, una riduzione del fenomeno dell’acquaplaning di almeno il 6% rispetto alle precedenti Z6.
La prova dinamica ha inoltre evidenziato un buon livello di comfort, e le doti di tenuta le rendono adatte anche a chi è possessore di una supersportiva ma non ha alcuna velleità racing.
Il limite più grande di queste gomme affiora nel momento in cui, in uscita di curva, si da con molto anticipo del gran gas. La cosa positiva è che almeno il posteriore ha il buon senso di avvertire con abbastanza anticipo la progressiva perdita di aderenza. In fondo, da una gomma da più di 10000 km è difficile pretendere di meglio.
Lo step successivo è dato dalle Sportec M5 Interact. Per questa gomma la casa
tedesca ha previsto addirittura cinque zone a deformazione differenziata, in modo da ottenere sia sostegno (in rettilineo o nelle massime pieghe) sia elasticità in quella parte del pneumatico che lavora molto quando si da gas in uscita di curva.
Anche qui troviamo un disegno del battistrada a pi-greco per un efficace drenaggio dell’acqua, mentre il profilo della gomma, più appuntito rispetto a quello della Z8, garantisce una risposta più lesta sia nella delicata fase di discesa in piega, sia in risalita.
La massiccia presenza di silicio nella mescola (che è differenziata tra l’anteriore e il posteriore) permette tempi di warm-up davvero ridotti, in modo da trovarsi con un buon grip già dalle prime curve.
Recenti test le hanno viste all’opera anche in pista, montate sotto potenti mille supersport dell’ultima generazione, e pur se messe alla frusta senza pietà hanno dimostrato di reggere bene il passo, a patto di abbassare la pressione di qualche decimo rispetto a
quanto previsto dalla casa.
Simpatica inoltre la chicca scolpita nel battistrada che mostra le zone di lavoro del pneumatico ai diversi angoli di piega, che corrispondono all’incirca ad angoli di 25°, 30°, 35°, 40° e 45° rispetto all’asfalto.
Ormai un
must tra i motociclisti più sportiveggianti, le
racetec k3 interact è il top di

gamma per quanto riguarda le alte prestazioni, sia su strada, sia soprattutto in pista, suo
terreno di caccia ideale.
Rispetto al precedente modello, i tecnici dichiarano un aumento dell’impronta a terra di circa l’1,5% in ogni frangente, e questo senza portare effetti negativi sulla maneggevolezza.
La struttura a rigidità differenziata è qui studiata per garantire il maggior appoggio possibile alle pieghe più estreme, oltre che a garantire un’usura per quanto possibile regolare, senza il caratteristico scalino delle coperture multimescola.
Rimane la proverbiale sensazione di solidità all’avantreno, che ad ogni giro sembra incitare il pilota a spingersi sempre qualche metro più in là nelle curve con i freni ancora strizzati.
I tester Metzeler parlano di un vantaggio di circa 1 secondo al giro rispetto alle M5, e questo ovviamente lavorando alle giuste pressioni di gonfiaggio, che per la pista sono di circa 2.1 bar all’anteriore e 1.9 bar al posteriore. Ovvio che il buon senso consiglia l’impiego di termocoperte prima di entrare in pista per poter spingere da subito, o di effettuare qualche giro di riscaldamento con passi progressivamente più veloci per garantire le performance ottimali di queste gomme, che inoltre sono disponibili in quattro mescole diverse, di cui una stradale (la K3) e tre da pista (K2, K1 e K0).